MEDIAZIONE CIVILE

Dopo lo stop della Corte costituzionale con la sentenza 272 depositata il 6 dicembre 2012, il decreto del fare (Dl 69/2013) e la legge di conversiione hanno dato una nuova chance al filtro obbligatorio per molte delle controversie civili proprio per dare un contributo a ridurre il contenzioso in ingresso.

Chi vuole fare causa dovrà prima rivolgersi a un organismo iscritto nel registro tenuto dal ministero della Giustizia.

È quella che in gergo tecnico si chiama «condizione di procebilità», ossia la premessa per potersi rivolgere poi dal giudice. Anche se poi l’improcedibilità deve essere eccepita dalla parte citata o rilevata d’ufficio dal giudice non oltre la prima udienza.

Un ritorno al passato, con più di una modifica, a cominciare dalla tempistica, dai costi e dal ruolo che viene riservato ed affidato agli Avvocati.

Con un sistema che punta almeno a far sedere la controparte al primo incontro di mediazione.

D. LGS. 231/200: SEQUESTRO E RESPONSABILITA’ D’IMPRESA

SEQUESTRO PREVENTIVO, NON AGGREDIBILI I BENI DELL’IMPRESA IN CASO DI ASSENZA DI RESPONSABILITA’ A NORMA DEL D. LGS. 231/2001

La Corte di Cassazione, Sezione III Penale, con la Sentenza n. 38740 depositata in data 4/10/2012, ha fornito alcuni principi particolarmente interessanti, tra i quali spicca quello secondo il quale, nel caso di omesso versamento di ritenute operate e non versate, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di beni del rappresentante legale della società, è legittimo nella misura in cui non sia possibile aggredire i beni dell’impresa che ha tratto beneficio dalla condotta illecita.

Dell’omissione dei versamenti, secondo la Corte, non beneficiava il rappresentante legale della società, dato che le somme restavano all’interno della società stessa.

Il sequestro dei beni del rappresentante legale era quindi bocciato dal GIP, il quale evidenziava che l’amministratore non aveva tratto beneficio dal reato contestato e, non essendovi responsabilita’ a norma del D. Lgs. 231/2001, non era possibile aggredire i beni dell’impresa.
Il Tribunale del Riesame, a cui si rivolgeva il Pubblico Ministero, disponeva invece il sequestro, che pero’ è stato annullato dalla Cassazione.