Voucher per consulenza in innovazione: Proroga Bando del Ministero dello Sviluppo Economico

La situazione emergenziale che stiamo affrontando denota un periodo di crisi dell’economia globale per la diminuzione della domanda e il rallentamento produttivo, ma, come ogni crisi, porta con sé nuove opportunità.

Per questo motivo, LSC ultimamente si sta occupando delle possibilità delle misure governative che rappresentano una forma di investimento vantaggiosa per il mercato (cfr. i nostri precedenti articoli in materia di Superbonus 110%)[1]

In quest’ottica si pone anche la recente proroga dei termini per la presentazione delle domande (come da Decreto direttoriale 6 novembre 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico – MISE) a sostegno dei progetti di ricerca e sviluppo finalizzati alla riconversione produttiva nell’ambito dell’economia circolare di cui al D.M. 11 giugno 2020.

Il decreto di proroga dei termini prevede che possono beneficiare delle agevolazioni di cui al Voucher per consulenza in innovazione le imprese e anche le reti d’impresa operanti su tutto il territorio nazionale che risultino possedere, alla data di presentazione della domanda nonché al momento della concessione del contributo, determinati requisiti.

Si considerano ammissibili al contributo le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.

La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0.

L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013. Il contributo massimo concedibile è differenziato in funzione della tipologia di beneficiario:

  • Micro e piccole imprese: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40 mila euro
  • Medie imprese: contributo pari al 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25 mila euro
  • Reti di imprese: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 80 mila euro

Il decreto riapre e proroga il termine per la presentazione delle domande, presentabili a partire dal 10 dicembre 2020. La procedura di pre-compilazione delle domande e degli allegati sarà disponibile dal 30 novembre 2020.


[1] SUPERBONUS 110 % – Ultimi chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Superbonus 110%: ristrutturazioni a costo zero grazie al rimborso fiscale previsto dal Decreto Rilancio

Bonus Centri Storici: Provvedimento del 12 novembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate

Le misure governative continuano ad essere attuate, fornendo così un sollievo, anche se minimo, per quelle attività produttive che hanno risentito maggiormente della pandemia globale.

In questo senso si pongono gli ultimi aggiornamenti dell’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento del 12 novembre 2020, avente ad oggetto la definizione del contenuto informativo, delle modalità e dei termini di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici di cui all’articolo 59 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104.

Il comma 1 dell’articolo 59 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (“Decreto Agosto”) prevede che:

É riconosciuto un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A [centri storici ai sensi del DM 2 aprile 1968, n. 1444] o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che, in base all’ultima rilevazione resa disponibile da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l’elaborazione di dati statistici, abbiano registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri:

a) per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;

b) per i comuni capoluogo di città metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni.

Oltre al requisito soggettivo, la legge determina che il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019 (comma 2, primo periodo, dell’art. 59 del decreto).

Il suddetto requisito non si applica ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1°luglio 2019 nelle zone A dei comuni [centri storici ai sensi del DM 2 aprile 1968, n. 1444] di cui al comma1 dell’art. 59 del Decreto Agosto.

Si ricorda che il “bonus centri storici” non è cumulabile con il fondo per la filiera della ristorazione, previsto dall’articolo 58 del Decreto Agosto.

Potrete trovare il modulo e le relative istruzioni di compilazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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SUPERBONUS 110 % – Ultimi chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Torniamo a parlare di Superbonus.

È infatti del 06 novembre 2020 la circolare dell’Agenzia delle Entrate che chiarisce alcuni punti oscuri in materia di interventi c.d. “trainanti” e “trainati” (per la cui definizione rimandiamo alla nostra precedente newsletter, che potete leggere qui).

In particolare, l’Agenzia si è soffermata su tre macro argomenti per le proprie precisazioni, ovverosia:

  • Ulteriore e più specifica definizione di accesso autonomo dall’esterno per le unità immobiliari interessate dagli interventi;
  • Lavori sulle parti comuni condominiali;
  • Immobili in Comuni interessati da eventi sismici.

Vediamo nello specifico i chiarimenti.

Unità immobiliari residenziali

Il D.L. 34/2020 ha previsto che gli interventi trainanti e trainati possono essere realizzati, tra gli altri, su edifici residenziali funzionalmente indipendenti, e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, situati all’interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze. 

Per specificare meglio cosa debba intendersi con accesso autonomo, l’Agenzia delle Entrate aveva già precisato, con il decreto attuativo D.M. del 06 agosto 2020, che si deve trattare di un accesso chiuso da cancello o portone di ingresso, che consenta di entrare dal cortile o dal giardino di proprietà esclusiva ovvero dalla strada, senza specificarne la natura pubblica, ma comunque richiedendo che l’accesso non fosse di proprietà comune o utilizzato da altre unità immobiliari.

Successivamente, la L.126/2020 ha specificato che per accesso autonomo dall’esterno deve intendersi un accesso indipendente, non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o da giardino anche di proprietà non esclusiva, andando quindi a ricomprendere nell’alveo degli edifici su cui possono svolgersi gli interventi anche le unità immobiliari a cui si accede da strade, cortili o giardini di proprietà condominiale o in comproprietà con terzi.

Sul punto, l’Agenzia delle Entrate, con la predetta circolare ha specificato che sono da ricomprendersi anche le unità immobiliari alle quali si accede tramite “una strada privata e/o in multiproprietà, o attraverso un terreno di utilizzo comune, ma non esclusivo, non essendo rilevante la proprietà pubblica o privata e/o esclusiva del possessore dell’unità immobiliare all’accesso in questione ovvero quando si è in presenza di accesso anche da cortile/passaggio comune che affaccia su strada”.

In conclusione, quindi, possono accedere al Superbonus coloro che vogliano eseguire i lavori ammessi dalla normativa in materia e che insistano su immobili con accesso da strada, cortile o giardino che risultino di proprietà pubblica ovvero di proprietà privata, senza che rilevi l’eventuale comproprietà con un terzo o la comproprietà condominiale.

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Superbonus 110%: ristrutturazioni a costo zero grazie al rimborso fiscale previsto dal Decreto Rilancio

Superbonus 110%: ristrutturazioni a costo zero grazie al rimborso fiscale previsto dal Decreto Rilancio

Un’incredibile opportunità di crescita per il paese.
Un incentivo per i nostri immobili.
L’occasione per ristrutturare le nostre abitazioni godendo di un importante rimborso fiscale.
 
Il Superbonus 110%, previsto dal Decreto-legge 18 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio) rappresenta un’opportunità incredibile per la crescita del settore impiantistico ed edilizio e per i singoli cittadini, permettendo a persone fisiche di ristrutturare le proprie abitazioni di fatto godendo di un rimborso fiscale superiore alla spesa effettuato.
 
Il sovracitato decreto ha previsto, infatti, il potenziamento delle detrazioni fiscali fino al 110% con un c.d. “Superbonus” per gli interventi di efficientamento energetico (Ecobonus 110%) e di riduzione del rischio sismico (Sismabonus 110%), sostenuti dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, e la possibilità di trasformare le suddette detrazioni in un credito d’imposta cedibile a terzi. È in discussione la possibilità di allungare i termini oltre il 2021.
 
La ratio di questo intervento è molteplice: infatti, la crescente sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali trova risposta in incentivi che consentiranno maggiori investimenti per l’installazione di impianti fotovoltaici e di strutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. L’intermediario diventa, quindi, coadiutore nell’incrementare l’economia reale a beneficio di imprese e famiglie, mettendo subito a disposizione la liquidità e l’assistenza necessarie, velocizzando l’avvio del rilancio.
 
Per accedere al superbonus 110% è necessario rispettare alcune caratteristiche: almeno uno degli interventi effettuati deve essere “trainante”.
Gli interventi trainanti di efficientamento energetico che possono generare il “Superbonus 110%” sono quattro: Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti specifici più performanti negli edifici unifamiliari; ciò che va in detrazione in questo specifico caso sono i lavori necessari a tale sostituzione, oltre a smaltimento e bonifica del vecchio impianto; Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti specifici più performanti; ciò che va in detrazione in questo specifico caso sono i lavori necessari a tale sostituzione che interessano le parti comuni dell’edificio, oltre a smaltimento e bonifica del vecchio impianto; Isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente totale lorda, con materiali isolanti che rispettino i requisiti ambientali minimi ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017; Riduzione del rischio sismico effettuati su immobili localizzati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, che determinino il passaggio a due classi di rischio inferiori.  
Anche interventi “trainati”, qualora svolti insieme ai “trainanti”, potranno beneficiare del Superbonus al 110%. Tra questi, a titolo non esaustivo: il cambio degli infissi, la ristrutturazione di facciate, l’installazione di impianti fotovoltaici e la realizzazione di colonnine necessarie per la ricarica delle auto elettriche.
 
Ulteriore condizione da rispettare per beneficiare dell’Ecobonus 110% è il miglioramento di almeno due classi energetiche (o il raggiungimento della classe energetica più alta).
 
Accedere al Superbonus 110% da un punto di vista fiscale è possibile grazie a tre opzioni: la cessione del credito d’imposta all’impresa appaltatrice grazie allo sconto in fattura; la cessione del credito d’imposta ad una banca; la detrazione fiscale del credito d’imposta, suddivisa su 5 anni.  
Ulteriori dettagli saranno disponibili nella prossima newsletter.

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