Il danno da vacanza rovinata consiste, maggiormente, nel non poter recuperare un’occasione perduta a causa del mancato adempimento della controparte. Esso non consiste in un danno patrimoniale, bensì è di tipo morale ed è legato allo stress ed al turbamento psicologico subito dal viaggiatore.

Danno da vacanza rovinata

Di cosa si tratta?

Le vacanze sono uno dei momenti più importanti della vita di una persona, in cui si può staccare dalla vita lavorativa e di tutti i giorni per fare un viaggio di piacere, visitando nuovi luoghi e città. Per questo motivo avere un danno da vacanza rovinata può essere molto sgradevole. Un servizio fornito da un operator che non corrisponda a quanto promesso può comportare danni ad individui, non solo di tipo economico, ma anche morali. Non poter approfittare appieno del proprio periodo di vacanze può causare, ad una persona, stress e turbamento.

Il danno da vacanza rovinata consiste, maggiormente, nel non poter recuperare un’occasione perduta a causa del mancato adempimento della controparte. Esso non consiste in un danno patrimoniale, bensì è di tipo morale ed è legato allo stress ed al turbamento psicologico subito dal viaggiatore.

Come e quando si può chiedere il risarcimento per un danno da vacanza rovinata?

Affrontiamo ora il tema relativo a come un turista, che abbia subito danni anche solo di tipo morale, può chiedere risarcimento.

In caso, durante il viaggio, ci siano problematiche, il viaggiatore deve agire in maniera tempestiva, mettendosi in contatto con gli organizzatori del viaggio attraverso un primo reclamo.

L’obiettivo di tale operazione è quello di fornire informazioni alla controparte così da cercare di risolvere la problematica nel minor tempo possibile.

Se non si ottiene risposta a questa prima richiesta di contatto si può procedere con un reclamo formale entro e non oltre 10 giorni dal rientro a casa, spiegando l’accaduto e procedendo con una richiesta di indennizzo/risarcimento.

In ogni caso, se anche questo ulteriore tentativo non dovesse andare a buon fine, la più recente normativa ha fissato il termine di prescrizione del diritto ad agire all’autorità giudiziaria per tale tipo di risarcimento in 3 anni.

Che tipo di danno può essere risarcito?

Il pregiudizio derivante da “vacanza rovinata” comprende due tipi di danni risarcibili: quello patrimoniale e quello non patrimoniale.

Di fatto, il viaggiatore potrà richiedere all’organizzatore di viaggi, in primis, il ristoro delle proprie finanze relativamente alle spese ed al prezzo pagato per una vacanza di cui non si è effettivamente fruito.

In seguito egli potrà richiedere il ristoro di quello che dalla giurisprudenza maggioritaria è considerato il vero e proprio “danno da vacanza rovinata”, ossia il pregiudizio morale ed esistenziale, dovuto alla circostanza che si è sprecato un periodo dell’anno, irrecuperabile, cercando di rimediare all’adempimento contrattuale del tour operator e non rilassandosi e godendosi la propria vacanza.

Quanto appena affermato è stato ribadito, da ultimo, dalla Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, tramite la sentenza n. 5271 del 20/02/2023.

I Mergellini, infatti, hanno affermato per l’ennesima volta che il turista avrà diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, consistente anche nel disagio psicofisico che viene a verificarsi nel momento in cui la vacanza che si era programmata non si realizza o si realizza solo in parte a causa di inadempimenti contrattuali degli organizzatori.

Tale diritto trova il proprio fondamento sia nella normativa comunitaria che tutela il consumatore, sia nel Codice del Consumo.

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