Il sovraindebitamento nel Codice della Crisi dell’Impresa e dell’Insolvenza

Il codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza è entrato in vigore nell’ordinamento italiano a decorrere dal 15 luglio 2022.

Ebbene, in tema di sovraindebitamento delle persone fisiche, oltre alle modifiche dal punto di vista formale delle tre procedure di accesso al procedimento d’esdebitazione[1], si evidenzia in seguito per punti, le novità principali ovvero i vantaggi per il soggetto che vorrà accedere alla procedura di esdebitazione dopo l’entrata in vigore del Codice della Crisi?

Definizione di sovraindebitamento

  1. Il legislatore dopo aver ridefinito il concetto di sovraindebitamento enumera espressamente i legittimati attivi e in chiusura, introduce una definizione residuale volta a ricomprendere diverse fattispecie “di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza

Questo significa che può ricorrere nella procedura di sovraindebitamento l’imprenditore individuale, cancellatosi da più di un anno dal registro delle imprese ossia l’imprenditore che ha cessato l’attività da oltre un anno.

L’erede dell’imprenditore defunto può essere sottoposto a liquidazione giudiziale entro un anno dalla morte del defunto.

Possono altresì rientrare anche gli enti privati, con o senza personalità giuridica che non esercitano attività di lucro e non svolgano attività commerciale.

Definizione di consumatore

  • La definizione di consumatore oggi prevista consentirà al debitore imprenditore/professionista di accedere come consumatore a tutte le procedure previste. In tal senso al professionista/imprenditore potrà applicarsi la procedura più snella e agile vale a dire la Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore. Si sottolinea che il tanto discusso presupposto della meritevolezza, come in passato previsto non avrà, nel d.lgs. n 83/2022, alcuna rilevanza atteso che l’inammissibilità del ricorso alla “Ristrutturazione dei debiti del Consumatore” sarà solo per colpa grave e frode. Pertanto l’aspetto della colpevolezza è oramai marginale all’accesso della procedura.

Legittimati attivi oltre al debitore

  • L’atto introduttivo delle procedure (menzionate nella nota n. 1 del presente articolo) depositato tramite ricorso, potrà essere proposto, oltre che dal soggetto sovraindebitato, anche da soggetti terzi legittimati e dal pubblico ministero. Nel caso di domanda proposta da soggetto diverso, sarà necessario la notificazione al debitore del decreto di convocazione.

Il vantaggio sarà quello di permettere al terzo legittimato di capire in quali casi sarà opportuno per il debitore accedere alla procedura di sovraindebitamento; si pensi alla classica finanziaria del caso, che ha concesso un finanziamento al debitore, e, date le proprie competenze tecniche-giuridiche, è in grado di valutare adeguatamente.

Strumenti di allerta

  • Gli strumenti di allerta della crisi si applicheranno anche alle imprese minori e alle imprese agricole. Ciò significa che anche ai soggetti che non accedano alla liquidazione giudiziale troverà applicazione la disciplina dell’allerta. In questo modo consentirà ai soggetti sopra espressi compatibilmente con la loro struttura organizzativa di prevenire alla probabile insolvenza prospettica.

La procedura famigliare

  • Il legislatore con la procedura famigliare, introduce una disciplina innovativa.

Tale novità recepisce un’esigenza comune che si è manifestata nella prassi vale a dire consentire ai componenti della famiglia di risolvere il problema del sovraindebitamento dell’intera famiglia derivante da un’origine comune.

Il godimento dell’abitazione principale nella liquidazione controllata

  • Nella procedura di liquidazione controllata viene previsto che al debitore deve essere garantito il continuo godimento dell’abitazione principale salvo che il Tribunale non disponga diversamente.

Una soluzione a tutela del debitore che in corso di procedura potrà godere dell’immobile fino alla chiusura della liquidazione che non potrà essere inferiore a tre anni.

L’esdebitazione di diritto

  • Nella liquidazione controllata l’istanza di esdebitazione non sarà più necessaria pertanto decorsi i termini previsti nel piano, l’esdebitazione sarà di diritto. In altre parole il beneficio sarà automatico consentendo al debitore e quindi al suo difensore di non incorrere in termini prescrizionali/decadenziali.

L’esdebitazione dopo tre anni

  • L’esdebitazione nella liquidazione controllata si potrà ottenere decorsi tre anni dall’apertura del procedimento.

Appare chiaro che in questo modo, il legislatore ha voluto favorire il debitore riducendo i termini per la liberazione dei debiti.

Autore: Dott. Fabio Zanoni


[1]Dal punto di vista formale il nomen iuris delle tre procedure viene modificato prevedendo che:

  1. dal “Piano Del Consumatore” si passa alla “Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore” – art. 67 a 74 del codice della crisi;
    1.  “L’accordo di composizione della crisi” si trasforma in “concordato minore” – art. 74 a 82 del codice della crisi;
    1. La liquidazione del patrimonio” diventa “liquidazione controllata” – art. 268 a 277 del codice della crisi.

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