La regolarizzazione delle Criptoattività nella Legge di Bilancio 2023

1.  La regolarizzazione delle Criptoattività con la Voluntary Disclosure

È stata approvata dal Consiglio dei Ministri la Legge di Bilancio 2023 che permetterà la regolarizzazione, tra le altre, delle Criptoattività in tema di monitoraggio fiscale e tassazione, grazie alla Voluntary Disclosure.

Gli articoli di riferimento, delle Legge di Bilancio che trattano le Criptoattività sono:

Art. 31: Rubricato “Tassazione delle operazioni su Cripto-Attività

Art. 32: Rubricato “Valutazione Cripto-Attività

Art. 33: Rubricato “Rideterminazione del valore delle Cripto-Attività”34

Art. 34: Rubricato “Regolarizzazione delle Cripto-Attività

Art. 35: Rubricato “Imposta di Bollo sulle Cripto-Attività

2.  La Voluntary Disclosure nell’art Art. 34 della Legge di Bilancio “Regolarizzazione delle Cripto-Attività”

Con la Voluntary Disclosure i contribuenti, che detengono illeciti patrimoni all’estero, possono regolarizzare la propria posizione. Essi possono denunciare spontaneamente le proprie violazioni presentando in via telematica un apposito modulo.

I vantaggi della collaborazione volontaria prevedono, oltre alla riduzione delle sanzioni, la non applicabilità di alcune fattispecie penali.

Per meglio comprendere la scelta del legislatore di utilizzare lo strumento della Voluntary disclosure per regolarizzare le Criptoattività appare necessario riportare la relazione tecnica presente in calce all’articolo in analisi.

Esso precisa che “non sono disponibili informazioni in merito all’entità, alla frequenza e ai dati identificativi dei soggetti che utilizzano cripto-attività”.

Appare quindi chiaro che, una collaborazione spontanea del contribuente, può rilevarsi un ottimo strumento per il Fisco Italiano intento a contrastare la detenzione illecita di valute digitali.

In altre parole, l’Agenzia delle Entrate, grazie all’aiuto del contribuente, avrà un monitoraggio maggiore sulla detenzione di valute digitali detenute all’estero.

3.  Come opera concretamente la Voluntary Disclosure

Il contribuente può collaborare indicando, nella propria dichiarazione dei redditi già depositata, la detenzione di criptovalute e i redditi derivanti dalle stesse.

Più in particolare la procedura prevede:

  1. la presentazione di una dichiarazione, che sarà approvata con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate; e
  2. il versamento di una sanzione ridotta e di una eventuale imposta sostitutiva.

Inoltre la norma distingue due ipotesi:

  • quella del contribuente che si è solo limitato a non indicare le attività possedute sul quadro RW non generando reddito nel periodo d’imposta di riferimento;
  • quello del contribuente che ha realizzato nel periodo di riferimento dei redditi imponibili derivante dalle valute digitali.

Nella prima ipotesi il contribuente potrà regolarizzare la propria posizione indicato nella dichiarazione le criptomonete possedute. Verserà per ogni periodo di imposta una sanzione pari allo 0,5% del valore delle attività per ogni anno fiscale.

Nella seconda ipotesi, invece il contribuente che ha realizzato reddito dalle criptovalute, potrà regolarizzare la propria posizione fiscale nei seguenti modi:

  1. indicando nella dichiarazione dei redditi il totale delle criptovalute possedute;
  2. versando una imposta sostitutivanella misura del 3,5 per cento del valore delle medesime attività detenute al termine di ogni anno o al momento del realizzo” come previsto al comma III dell’art. 35.
  3. Oltre che il pagamento di “una ulteriore somma pari allo 0,5% per cento per ciascun anno del predetto valore a titolo di sanzioni e interessi”.

4. Conclusioni

Lo scopo del Legislatore appare quello di:

  • Permettere al contribuente di regolarizzare capitali esteri, portandolo quindi a poter disporre liberamente della moneta digitale (anche in Italia) per poter essere spesa, incentivando in questo modo i consumi;
  • Permettere all’Amministrazione finanziaria di venire in possesso di entrate tributarie connesse a questo tipo di regolarizzazioni con il versamento di sanzioni ed interessi da parte del contribuente.
  • Permettere al Fisco italiano di venire maggiormente a conoscenza, di un mondo, quello delle criptovalute, ancora troppo poco conosciuto nel panorama italiano e internazionale.

Autore: Dottor Fabio Zanoni

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