Sempre più vicino lo stop di Tik Tok per gli utenti italiani di età inferiore ai 13 anni

La comunicazione arriva dal Garante della Privacy, a seguito di un accordo con Tik Tok volto ad impedire l’accesso a minori di 13 anni. Età che – ricordiamoci – sarebbe l’età minima stabilita dallo stesso Tik Tok ma raramente rispettata; a partire dal 9 febbraio, quindi, Tik Tok procederà con il blocco di tutti gli utenti italiani e chiederà loro di indicare nuovamente la propria data di nascita per continuare ad usare l’app.

La decisione è arrivata a seguito della tragica morte di una bambina di 10 anni a Palermo, presumibilmente collegata ad una “challenge” vista sulla piattaforma tale per cui si sarebbe inflitta l’auto-soffocamento (blackout challenge), ipotesi attualmente al vaglio della procura.

Il blocco è stato disposto sino al 15 febbraio, ma la piattaforma ad oggi risulta essere ancora in funzione. Le reazioni al blocco sono state molteplici, e indubbiamente la mossa del garante solleva non pochi interrogativi tra gli esperti del settore che si occupano di privacy e digitale.

Se, da un lato, alcuni sostengano che si vada a compromettere il diritto all’anonimato online, non si può ignorare, dall’altro, la crescente presenza di minori su social network rivolti, in realtà ad adulti, fenomeno preoccupante, peraltro inasprito da scarsi controlli all’ingresso. Scarsi controlli – inoltre – che accomunano molti social network; resta infatti da vedere come si muoverà il Garante con le altre piattaforme.

Per ora il blocco – secondo il garante –  rappresenta il primo passo di una soluzione che si preannuncia complessa e non priva di ostacoli; resta infatti possibile, per gli utenti, fornire un’età fasulla, spiega il Garante. Gli account che però dichiarano un account inferiore a 13 anni saranno bloccati in maniera indefinita. Precedentemente invece era possibile dichiarare, dopo 24 ore di blocco, un’età maggiore, permettendo così l’accesso al servizio.

L’obiettivo definitivo, da conseguirsi nei prossimi mesi, resta quello di impedire definitivamente l’accesso alla piattaforma ai minori di 13 anni. Per raggiungerlo, il Garante sta valutando l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per verificare l’età anagrafica, coadiuvati da una campagna informativa volta a sensibilizzare figli e genitori sui pericoli della piattaforma.

Tra le misure immediate, indubbiamente rilevante risulta l’introduzione nell’applicazione stessa di un pulsante che permetterà agli altri utenti di segnalare con estrema rapidità eventuali minori di 13 anni.

Alla domanda se verificare l’età degli utenti rappresenti o meno una violazione della privacy degli utenti risponde Guido Scorza, membro del Garante per la protezione dei dati personali (tratto da Intervista a Guido Scorza, Componente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Di Anna Masera, La Stampa, 24 gennaio 2021):

«Domanda difficile, specie per chi come me non ha tutte le competenze necessarie a rispondere. Probabilmente rispondo in maniera non esaustiva, ma non voglio sottrarmi. La mia idea è questa e mi sembra trovi qualche conferma in giro per il mondo: credo che i gestori di queste grandi piattaforme planetarie – perché il problema, naturalmente, non riguarda solo Tik Tok – dispongano di una quantità tale di informazioni sui loro utenti che attraverso soluzioni di big data e intelligenza artificiale potrebbero essere in grado se non di dire se un utente ha 13 o 14 anni, certamente di dire se ne ha 10 o 14, 10 o 50. Insomma, onestamente, credo che chi sa su di noi, talvolta più di noi stessi, con un po’ di impegno può far meglio di quanto faccia oggi per fare in modo che un servizio che esso stesso definisce riservato ai soli maggiori di tredici anni, non sia utilizzato da chi 13 anni non li ha. Penso semplicemente al fatto che un utente di dieci anni fruisce in maniera più ricorrente di contenuti diversi da quelli di un utente che ne ha 14 o 15, interagisce con lo smartphone, con lo schermo e con le interfacce in maniera a sua volta diversa, fa tap sullo schermo in modo differente o si sofferma di più su questo o quel particolare.”

Recentissima anche l’introduzione di una campagna informativa lanciata da Tik Tok, che informerà, tramite notifiche push, gli utenti riguardo al limite dell’età prima di bloccarli, rivolgendosi inoltre, tramite web e carta stampata, ai genitori, con ulteriore specifica del limite di età per accedere alla piattaforma.

È probabile e prevedibile una linea di azione similare con gli altri social, su cui sono state già avviate le indagini.

Un primo, fondamentale passo per rafforzare le azioni a tutela nei confronti dei più piccoli, spesso inconsapevoli utenti dei Social Media.

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